Quibo accompagna tuo figlio nei compiti assegnati a scuola, con la voce e con un metodo: domande, passaggi, verifica. Il risultato è suo. La sicurezza che ne deriva, anche.
Quibo è in costruzione a Milano. Le prime famiglie cominciano a settembre.
È la regola su cui l'intero sistema è costruito. Un esercizio risolto da altri non lascia nulla; un esercizio capito resta.
Il modo più efficace di imparare è sempre stato lo stesso: una persona che ti dedica tempo, conosce il tuo modo di ragionare e ti porta un passo oltre. Per secoli è stato un privilegio riservato a pochissimi.
Oggi, per la prima volta, l'intelligenza artificiale rende possibile dare un tutor dedicato a ogni bambino. Quibo comincia dai compiti, perché è lì che ogni pomeriggio si costruisce, o si consuma, il rapporto con lo studio. La direzione, però, è più ambiziosa: un tutor che negli anni impara come ragiona tuo figlio e gli insegna a scomporre i problemi, a riconoscere i propri errori, a fidarsi della propria testa.
I compiti di stasera sono il punto di partenza.
Matematica, grammatica, lingue. Quibo procede per domande e per passaggi. Il risultato arriva, ed è di tuo figlio: a fine esercizio è lui a spiegare il procedimento, con parole sue.
Prima lo studente, poi Quibo. Tuo figlio scrive da solo; Quibo legge, osserva, indica dove il testo può crescere. Le revisioni le firma lui. L'elaborato resta suo, per costruzione.
Storia, scienze, geografia. A studio concluso, Quibo interroga: una prova generale che mostra che cosa è stato compreso e che cosa merita un ritorno.
Quibo è costruito sul curricolo della scuola italiana, materia per materia e anno per anno. Nessun percorso parallelo, nessun esercizio tradotto da altri sistemi scolastici: si parte dai compiti nel diario e si resta dentro il programma della classe.
Al termine di ogni sessione, un riepilogo essenziale. Per esempio:
Che cosa è stato fatto, dove tuo figlio incontra difficoltà, e che cosa Quibo non ha fatto al posto suo.
"Oggi: matematica, esercizi 4-7 di pagina 132. Svolti interamente da lui. Una difficoltà sulle frazioni equivalenti, ripresa con un esempio. Consigliato un ritorno sull'argomento giovedì."
Esempio illustrativo
I dati di tuo figlio non addestrano alcun modello. Servono soltanto al suo percorso.
Il genitore può vedere tutto, e il bambino lo sa. La trasparenza vale in entrambe le direzioni.
Alla chiusura dell'account, i dati vengono eliminati integralmente. È così che il sistema è costruito.
Il divieto non dipende dalla buona volontà del modello: è una regola del sistema. Un controllo indipendente verifica ogni risposta e blocca le soluzioni prima che arrivino al bambino. Lo sottoponiamo a verifica continua, anche con l'aiuto di chi tenta di aggirarlo con più fantasia: i bambini.
Quibo utilizza i modelli di intelligenza artificiale più avanzati, ma il metodo didattico è definito da regole nostre, costruite con chi si occupa di pedagogia per professione: le domande, la progressione, la verifica finale. Il modello lavora dentro quelle regole.
Il riconoscimento vocale di Quibo è sviluppato e verificato sulle voci dei bambini italiani, nelle condizioni reali di una casa.
In Europa, cifrati. Mai ceduti, mai impiegati per addestrare modelli, eliminabili integralmente.
Costanza Balboni Cestelli guida da quindici anni dati e intelligenza artificiale in aziende globali; oggi è responsabile, a livello mondiale, di dati e AI per le Operations di un grande gruppo industriale internazionale. Autrice di un volume sullo sviluppo di prodotti di intelligenza artificiale, è indicata da numerosi riconoscimenti fra le voci più influenti della tecnologia nel nostro Paese.
Quibo nasce da una possibilità che fino a ieri non esisteva: offrire a ogni bambino ciò che è sempre appartenuto a pochissimi, un tutor dedicato, paziente, che lo conosce davvero. E da un'ambizione precisa: costruire lo strumento che insegna a pensare, prima ancora che a finire i compiti.
I temi arrivano puliti. Troppo puliti. Le risposte corrette, senza il ragionamento che dovrebbe precederle. Non occorre un rilevatore per accorgersene: è sufficiente conoscere i propri studenti. Quibo nasce da questa constatazione e da un rifiuto: quello di aggiungere l'ennesimo strumento che risolve al posto loro.
Quibo è un tutor vocale che lavora sui compiti realmente assegnati. Quattro regole lo definiscono:
Non fornisce mai la soluzione. Su esercizi e problemi procede per domande, un passaggio alla volta, e conclude chiedendo allo studente di esporre il procedimento con parole proprie. Il blocco delle soluzioni è un controllo tecnico indipendente dal modello, sottoposto a verifica continua. Il metodo didattico è definito da regole esplicite, elaborate con pedagogisti; il modello opera entro quei confini.
Prima lo studente, poi Quibo. Per temi, riassunti e ricerche, lo studente lavora in autonomia e presenta a Quibo il proprio elaborato. Quibo osserva, interroga, segnala i punti deboli; le revisioni le scrive lo studente. Per gli elaborati composti nel Quaderno dell'applicazione vale inoltre una garanzia che nessun rilevatore di testo può offrire: non si giudica il prodotto finito, si è osservato il processo di scrittura, con i suoi tempi e le sue esitazioni.
Lo studio si verifica ad alta voce. Per i compiti di studio, Quibo interroga: una prova generale che allena il richiamo e mostra allo studente, prima che alla classe, che cosa non è ancora stato compreso.
Parla la lingua del suo curricolo. Quibo è costruito sulle Indicazioni Nazionali, materia per materia e anno per anno, e la progressione la detta la sua classe: si lavora sui compiti da lei assegnati, nell'ordine e con il ritmo che lei ha scelto. Nessun curriculum parallelo.
Soluzioni pronte. Voti. Giudizi sugli studenti. Testo scritto al posto loro. Su questo non esistono eccezioni, né versioni a pagamento che le introducano.
Quibo è in costruzione, e intendiamo costruirlo con chi sta in classe. Se ritiene di poterci indicare dove uno strumento simile può essere utile e dove può fare danni, le chiediamo trenta minuti.